L’Eterno e il Tempo tra Michelangelo e Caravaggio

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Se non lo avete ancora fatto, avete tempo fino al 17 giugno 2018 per visitare la mostra ” L’Eterno e il Tempo tra Michelangelo e Caravaggio ” presso i Musei San Domenico a Forlì in Piazza Guido Da Montefeltro . La grande mostra mette in scena per la prima volta in maniera compiuta e in un nuovo percorso espositivo il fascino compreso tra un superbo tramonto, l’ultimo Rinascimento , e un nuovo lumistico orizzonte , l’età barocca. Poi dopo la visita vi mangiate qualcosa al Don Abbondio e dopo mangiato vi fate un giro da noi in cantina a Ravaldino in Monte , ad assaggiare qualche vino e a respirare un po’ l’atmosfera delle colline romagnole.

Ravaldino : il vigneron non dorme mai

Un famoso film del 2010 di Oliver Stone aveva per titolo ” Wall Street : il denaro non dorme mai”, parafrasando umilmente  potrei scrivere” Ravaldino: il vigneron non dorme mai”. Infatti, l’anno scorso, spinti dall’entusiasmo per aver prodotto il nostro vino rosato su base sangiovese , il Cipria, avevamo deciso di fare un piccolo esperimento : abbiamo tenuto da parte qualche decina di litri di Cipria , abbiamo aggiunto una quantità misurata di mosto e poi abbiamo imbottigliato il vino dolcificato così ottenuto in bottiglie da prosecco col tappo a corona, senza aggiungere lieviti , con l’intenzione di provocare una rifermentazione spontanea in bottiglia, per ottenere quindi un vino frizzante . Devo dire che l’esperimento ha avuto un certo successo , ovviamente non perchè lo dico io che di bolle capisco davvero pochissimo , ma perchè lo abbiamo fatto assaggiare a veri “esperti” della materia e ancora adesso a distanza di oltre un anno il vino è davvero godibile . Insomma nel 2018 , visti i lusinghieri risultati ottenuti, abbiamo deciso di replicare l’esperimento di questo metodo ancestrale  su un numero un po’ più vasto di bottiglie , per poterlo poi commercializzare come nostra sesta referenza.  A questo punto quindi manca solo il nome e l’etichetta , stiamo definendo tutto in questi giorni e sicuramente da metà maggio sarà messo in vendita . La prima occasione per assaggiarlo sarà sicuramente la Cena itinerante nel DistrettoA a Faenza il 18 maggio 2018. Adesso non avrete più scuse per non bere sangiovese anche nelle torride estati romagnole .

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Vinitaly 2018

gif-vinitalyvinitaly18Dal 15 al 18 aprile saremo a Verona per il nostro 18° Vinitaly. Parteciperemo nello stand collettivo del Gruppo Matura nel Padiglione 9 , stand D17, insieme a tante altre aziende . I nostri vini saranno anche in degustazione presso il banco d’assaggio dell’Enoteca Regionale dell’Emilia-Romagna nel Padiglione 1 , nell’area centrale : basterà chiedere ai sommelier presenti nelle varie postazioni i vini di Stefano Berti .

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Una “classica” primavera

Con l’inizio ufficiale della stagione primaverile le viti hanno iniziato a germogliare , quest’anno rispettando molto di più il calendario tradizionale . L’ondata di maltempo e di freddo di marzo è servita a rallentare il precoce risveglio vegetativo e per ora siamo nelle tempistiche più classiche . Se tutto dovesse proseguire secondo una stagione “tradizionale” potrebbe essere che quest’anno si va a vendemmiare a fine settembre , primi di ottobre, con tutti i vantaggi e i rischi del caso .IMG_20180312_093944_860

Cold is back

Sembrava che stesse arrivando una primavera precoce, ancora di più dello scorso anno , i mandorli a metà febbraio erano fioriti ed anche altre piante , come gli albicocchi, davano segni evidenti di volersi mettere in movimento. Il terreno si stava scaldando a causa dell’insolazione, dell’allungarsi delle ore di luce e delle alte temperature medie. Fortunatamente tutto questo è stato interrotto da un’ondata di freddo e nevicate ed anche acqua, che ha rimesso le cose a posto, le piante , se non si sono fermate, hanno comunque rallentato molto i meccanismi di ripresa vegetativa e questo ci permetterà di arrivare alla primavera sicuramente più sereni e con meno timori di danni da gelate sui nuovi germogli. Anche le riserve idriche del terreno che sembravano un po’ scarse sono adesso del tutto ripristinate.  Ovviamente questo maltempo ci ha impedito di terminare i lavori di stralciatura in vigna e di sistemazione di pali e fili rotti per cui sicuramente appena tornerà il bel tempo occorrerà correre per finire prima che sbocci la primavera.   passerotto

#AnteprimaRomagnaSangiovese

Tornano a Faenza le degustazioni di Vini ad Arte , prima importante manifestazione del nuovo anno. Tutte le aziende partecipanti porteranno le anteprime o dell’annata 2017 , o comunque le nuove annate che saranno in commercio nel 2018. La giornata della domenica è per il pubblico mentre quella del lunedì è riservata agli operatori del settore ma non preoccupatevi , chiunque voi siate avrete la possibilità di assaggiare tutti i nostri vini in entrambe le giornate della manifestazione . Sicuramente porteremo in anteprima il Cipria 2017 e anche il nostro ancestrale sempre  rosato, sempre da sangiovese.   Vini ad arte 2018

Splendidae mendax ( ovvero sui vini naturali)

Proprio ieri mi è arrivato un invito di Porthos Enologie a partecipare ad un incontro a Milano dal titolo quanto mai chiaro:”I vini naturali”. Io di solito sono piuttosto calmo e tendo a non reagire d’impulso ma adesso questa storia mi ha un po’ seccato (rotto, stancato, alterato, irritato). L’aggettivo “naturale” deriva dal termine “natura” che come da definizione del vocabolario Treccani significa “il sistema totale degli esseri viventi, animali e vegetali, e delle cose inanimate non capisci un tuboche presentano un ordine, realizzano dei tipi e si formano secondo leggi”. Quindi una volta che siamo d’accordo su questa cosa, direi piuttosto inconfutabile, non mi sembra che al prodotto vino possa essere accostato l’aggettivo “naturale”, oltretutto mi sembra che già al vigneto sia impossibile attribuire questo titolo visto che per la sua realizzazione è assolutamente necessaria la mano dell’uomo, quindi se non possiamo chiamare così l’uva non vedo perchè dovremmo farlo col vino che è un prodotto derivato. A questo punto vorrei quindi rivolgere un appello e fare contemporaneamente una minaccia: invito a non aggettivare più il vino come “naturale”, chiamatelo biologico, biodinamico, ultraterreno, spirituale, cosmico, originario, sincretistico, figlio della terra, selvaggio, libero, gaio, etc … insomma usate la fantasia come più vi piace. La minaccia invece è che chi non seguirà questo mite e amichevole consiglio sarà denunciato al Gran Giurì dell’Accademia della Crusca per vilipendio e grave offesa della lingua italiana e per uso e abuso di termini impropri con l’aggravante di concorrenza sleale violenta e continuata a danni di terzi. Non stiamo scherzando e non dite che non vi avevamo avvertito.

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