Qualcuno ci salverà dal mal dell’esca ?

scarpone

Stiamo ormai terminando la potatura ma in vigna ormai si cammina su decine e decine di “cadaveri” . Dopo l’annata 2018 davvero il mal dell’esca sta diventando una peste che decima i vigneti con poche o nulle speranze di potervi porre rimedio in tempi brevi , da quello che mi risulta nessuno sta cercando un rimedio serio a parte la vendita di alcuni prodotti “preventivi” e la dendrochirurgia di Simonit e Sirch , che comunque , secondo me, presentano molti limiti e la sostanziale incapacità di estirpare la malattia. Ci sono vigneti che iniziano ad avere fallanze enormi  e colleghi costretti ad abbatterne ettari ed ettari proprio per mancanza di redditività .  Qualcuno ci salverà dal mal dell’esca ?

Lo maggior corno

Lo maggior corno de la vite antica cominciò a crollarsi mormorando pur come quella cui vento affatica: indi la gemma qua e là menando come fosse la lingua che parlasse , gittò voce di fuori , e disse : ” Quando mi dipartì da Ravaldino … ”

Dal Canto XXVI della Divina Commedia

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Pruning days

Le temperature miti di questi giorni ci stanno aiutando nelle operazioni di potatura e sicuramente ci rendono il lavoro più piacevole , dall’altra parte non ci rassicurano molto per quel che riguarda un troppo precoce risveglio vegetativo e un conseguente rischio di gelate sui germogli. Già l’anno scorso, in tante zone viticole italiane ed europee, il gelo tardivo aveva provocato danni di cui ancora oggi i vigneti portano le tracce : alcune viti , soprattutto giovani, non hanno nemmeno ributtato dei getti nuovi, alcune lo hanno fatto in modo molto debole e in pochi punti , costringendo i viticoltori ad una grande mole di lavoro senza per altro sperare di raccogliere qualche grappolo nemmeno quest’anno . Noi , che nel 2017 non abbiamo avuto danni da freddo tardivo, speriamo nella stessa fortuna per il 2018 : nel frattempo le gialle  mimose del vicino fanno bella mostra di sè.      potatura

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