Si va a imbottigliare il Calisto 2006

Domani imbottigliamo il Calisto 2006 con l’impianto mobile che viene da Sovigliana Vinci vicino a Firenze. Sono sette anni che utilizziamo questo sistema e questa ditta, e ad oggi non abbiamo mai avuto particolari problemi, il personale è sempre molto attento e se ci sono delle rogne le affronta e le risolve sempre in tempi rapidi e in modo efficace. Nonostante queste sicurezze il giorno dell’imbottigliamento c’è sempre una certa tensione ed un po’ di apprensione perchè le cose da seguire sono tante ed è difficile star dietro a tutto: verificare che le bottiglie siano lavate e scolate, che il livello del vino nelle bottiglie sia quello giusto in rapporto alle temperature, che le ganasce del tappatore non righino i tappi, che le etichette siano attaccate dritte, che nonostante abbia fatto i conti cento volte temi sempre di rimanere o senza tappi o senza bottiglie, ecc…in più il fatto di spostare con dei carrelli elevatori dei cestoni con tante belle bottiglie pronte a rompersi non tranquillizza. A tutto questo si aggiunge il dover manovrare muletti  in spazi angusti e poco agevoli e per finire in gloria è da ieri che piove per cui confido domani in una tregua salutare a beneficio delle mie povere ossa.

Luca Maroni addio !

Di fatto Luca Maroni non ci ha fatto niente di male però non me la sento più di apparire nella sua guida dei vini italiani e quindi non gli manderò più i campioni per gli assaggi. In questi giorni per motivi vari l’ho ascoltato tre o quattro volte alla radio, l’ultima volta alle 6 di mattina, e sono rimasto veramente impressionato da quella sua finta poetica, da quei suoi neologismi un po’ nauseanti e  da quelle frasi che colano melassa da tutte le parti, per non dire del fatto che oltre a fare una guida fa anche da consulente a varie aziende, al suo cospetto il conflitto d’interessi di Berlusconi è roba da ridere, perciò Luca Maroni addio !

Are you experienced ?

Domenica sera alla Fiera di Faenza si è chiusa Enologica con una bella cena a base di tagliatelle e tortellini insieme ad alcuni amici: Giovanna Madonia, Stefano Gabellini, Paolo Babini dell’Azienda Agricola Vigne dei Boschi, Gianluca Tumidei e Fiorenzo Valbonesi, detto anche l’architetto di Antinori, che aveva portato direttamente dalla Toscana tre vini di Volpaia, così tanto per cambiare gusto dopo tre giornate di sangiovesi romagnoli. Dopo una manifestazione del genere tutti ti chiedono com’è andata? sei stato contento? hai venduto? ecc… Sicuramente il metro di giudizio non può essere il fatto che sia venuta molta gente o che hai aperto molte bottiglie o anche che ne hai venduta qualcuna, cosa comunque sempre interessante e encomiabile. Per me una delle cose che dà un po’ il polso della situazione è quanto tempo ti dedica la gente che si ferma ad assaggiare il tuo vino, quanto tempo sta lì davanti a te con il bicchiere in mano buttandoci il naso dentro ed assaggiando, ascoltando la tua storia, le tue idee e i tuoi programmi. Devo ammettere che questa cosa a Enologica in tanti casi è successa e per questo sono contento e spero che fra tutte queste persone conosciute qualcuno ci venga a trovare oppure semplicemente si ricordi di questo incontro quando va in enoteca o si trova davanti la carta dei vini al ristorante.

Guide e dintorni 2

” Minuscola realtà delle colline romagnole subito alle spalle di Forlì. I primi vini prodotti, compreso un Sangiovese Riserva 2000 ancora in affinamento, sono già degni di attenzione.” Così recitava la Guida I Vini d’Italia 2002 dell’Espresso curata e rinnovata da Alessandro Masnaghetti. Da allora abbiamo sempre mandato i vini in degustazione e siamo sempre stati presenti con una nostra scheda. L’anno scorso i nuovi curatori della guida ci hanno detto pubblicamente che i nostri vini erano buoni ma che dovevamo fare più affinamento in bottiglia prima delle degustazioni. Noi abbiamo gradito il consiglio e per la nuova edizione non abbiamo mandato neanche un vino per l’assaggio mettendo per iscritto le suddette motivazioni. Ora io capisco che forse avanzo delle pretese però invece che farmi scomparire nel nulla cosmico dell’ultima edizione, i “gentili” curatori due righe su quello che era successo per informare il gentile pubblico magari potevano anche scriverle. A volte un po’ di reciprocità non guasterebbe ! 

Guide e dintorni

Dando un’occhiata alle 540 etichette premiate dalla Guida al vino quotidiano 2008 di Slow Food, oltre all’effimero piacere di essere presente col Ravaldo 2006, noto che fra i vini rossi, dopo il diluvio di nomi piemontesi e toscani, vengono a pari merito, 17 vini a testa, gli emiliano-romagnoli e i lombardi. Questa cosa mi fa piacere considerando che oltre a Cabernet, Gutturnio e Lambrusco l’elenco vede la presenza di 7 Sangiovese di Romagna di cui voglio citare i produttori:

  1. Prugneto 2006 Poderi dal Nespoli
  2. Sbargoleto 2005 Rocca le Caminate
  3. Beato Enrico 2006 Tenuta Santini
  4. Fermavento 2005 Giovanna Madonia
  5. Limbecca 2006 Paolo Francesconi
  6. Mistero 2005 Tenuta Cà Lunga
  7. Ravaldo 2006 Stefano Berti

Ho letto sull’ultimo numero della rivista di Slow Food un articolo di Gigi Piumatti in cui ripercorre la storia del vino degli ultimi 21 anni, cioè quelli paralleli alla pubblicazione della guida Vini d’Italia edita appunto dal Gambero Rosso e da Slow Food. Vorrei soltanto notare che quando alla fine dice:” …Noi facendo la Guida, assaggiando migliaia e migliaia di vini, abbiamo seguito e provato a interpretare tutto questo…” si voglia togliere di dosso le responsabilità che in questi anni ha avuto nello spingere ed indirizzare i produttori verso un certo tipo di prodotto da proporre al mercato. A volte un po’ di autocritica non guasterebbe.

Happy birthday

http://www.stefanoberti.com dove siete in questo momento compie un anno e supera i diecimila visitatori. Noi di entrambe le cose siamo molto contenti soprattutto perchè era un mezzo a cui veramente davamo poca fiducia e che non ci attirava in modo particolare per cui a maggior ragione ci ha sorpreso positivamente. Ringrazio naturalmente tutti quelli che ci sono venuti a trovare e che ogni tanto ci lasciano un saluto e non ringrazierò mai abbastanza Massimo che ha messo in piedi tutta la baracca. Come si dice in questi casi 100 di questi giorni !

Enologica a Faenza

Siamo forse un po’ in anticipo però ci preme dire che a Faenza dal 16 al 18 novembre si svolgerà Enologica insieme al Salone del prodotto tipico. Nonostante la manifestazione abbia già qualche anno noi è la prima volta che partecipiamo direttamente come espositori, un po’ perchè hanno abbassato il costo di partecipazione, che non è poco, e un po’ perchè abbiamo voluto dare fiducia a Giorgio Melandri nuovo “direttore artistico”, vedremo poi se è stata ben riposta. Effettivamente nelle intenzioni sembra tutto molto rinnovato sia sotto l’aspetto tecnico , sia in quello “filosofico”: infatti Enologica vorrebbe essere molto legata alle tipicità dell’Emilia Romagna, esaltare il ruolo delle realtà artigianali, essere un luogo di esperienza, incontro e conoscenza e avere la presenza delle cantine che rappresentano l’eccellenza produttiva regionale. Già su quest’ultimo punto viste le cantine aderenti mi pare ci sia qualche falla comunque vi aspetto in Fiera a Faenza e mi direte la vostra.

Lunga vita alla Frasca

Ho scoperto pochi giorni fa che al ristorante La Frasca di Castrocaro Terme (FC), uno dei pochi stellati Michelin da queste parti, per festeggiare i trent’anni di permanenza ininterrotta dello chef Marco Cavallucci alla guida della cucina, è stata fatta una cena dove fra i vini è stato servito anche il Calisto 2000. Questa è la nostra prima annata messa in bottiglia di questa selezione di Sangiovese, allora in assoluta purezza, forse quella che più delle altre ricorderò sempre in tutti i suoi particolari, soprattutto c’era la senzazione di avere iniziato un’avventura nuova ed emozionante anche se piena di incognite, penso di avere rimasto sei bottiglie di questo millesimo. Conoscemmo Gianfranco Bolognesi,patron del  ristorante, poco dopo questa prima vendemmia “nuova”, e lui, vinta un iniziale diffidenza (giustificatissima), ha subito creduto in noi incoraggiandoci, venendoci a trovare, assaggiando in anteprima le nuove annate, dando preziosi consigli e comprando bottiglie per proporle ai suoi clienti, archetipo quindi del ristoratore che, pur avendo una carta dei vini ricchissima e blasonatissima, ha sempre spinto i vini del territorio aiutandoli e sostenendoli in un paziente lavoro quotidiano. Il fatto che a questa cena Gianfranco abbia servito il Calisto 2000 per noi è il riconoscimento che la strada della qualità l’avevamo imboccata subito, era la direzione giusta e siamo onorati di essere presenti in questo grande ristorante. Grazie Gianfranco, a tua moglie Bruna e a tutto lo staff della Frasca, lunga vita a tutti!

Germania auf Wiedersehen

Sono tornato giovedì notte dalla Germania, cioè con dieci ore di ritardo sul previsto, perchè il volo Monaco-Bologna delle 10,55 era stato cancellato e sono stato “riprotetto” su un volo per Verona delle 18,30, dopodichè lì non c’era nessuno ad aspettarmi, come invece mi era stato assicurato dalla simpatica hostess della Lufthansa, per cui ho aspettato un’altra ora e mezzo prima di ripartire alla volta di Bologna su una macchina con conducente; diciamo che in questo caso la tanto decantata precisione tedesca è andata un po’ a farsi friggere. A parte questo inconveniente, che però mi ha permesso di conoscere a fondo l’aereoporto di Monaco e i suoi bei negozi (in particolare mentre aspettavo ho fatto vari acquisti da Bulgari), questo tour di degustazioni è andato bene, i vini sono piaciuti tutti e tre, soprattutto il Bartimeo per l’ottimo rapporto qualità-prezzo, e quindi spero che da qui alla fine dell’anno si possano vedere già i primi frutti di questo investimento. Certamente in questo momento dal punto di vista del potere d’acquisto la gente di Amburgo e di Monaco sta meglio di quella di Berlino: ce ne siamo accorti sia per il numero di presenze, sia perchè lì molti grossisti, distributori e enotecari assaggiavano soltanto i prodotti base più economici, lasciando completamente perdere i prodotti più importanti e costosi. Ovviamente delle città dove sono stato non ho visto praticamente nulla a parte le location delle degustazioni ( fantastica quella di Amburgo), gli alberghi (puliti, comodi e accoglienti), gli aereoporti e le stazioni ferroviarie (bellissima quella di Berlino tutta vetro e acciaio), uniche eccezioni un giro di mezz’ora alla porta di Brandeburgo e un giro a piedi nei dintorni dell’albergo a Monaco. Comunque volare è stato bello ed emozionante, spero di ripetere l’esperienza, magari senza impegni di lavoro e… la birra tedesca non è poi così buona.

Das neue Italien

Abbiamo appena finito di svinare l’ultima vasca che già dobbiamo prendere un aereo per andare a vendere. Lunedì infatti iniziamo una tre giorni di degustazioni in Germania, organizzata dal nostro importatore, che toccherà Amburgo, Berlino e Monaco. Saremo insieme ad altre sedici aziende italiane di cui quasi la metà sono toscane, non capiamo una parola di tedesco e con le altre lingue non è molto meglio, per fortuna ci sarà Sophie ad assisterci e un piccolo cartoncino con la nostra storia tradotta in tedesco per l’occasione. Spero che tutto vada bene, che i vini piacciano e che al check-in mi diano un posto vicino al finestrino dato che non ho mai visto il mondo dall’alto.