La raccolta dell’uva è finita da qualche giorno, ho rimasto solo tre vasche ancora in fermentazione, altre vasche di vino nuovo stanno già facendo la malolattica e quindi mi sembra si possa già azzardare qualche giudizio sull’annata 2009 a Ravaldino in Monte: i vini migliori( diciamo tutto il Calisto e l’ossatura del Ravaldo) li abbiamo fatti dalle uve raccolte per prime e da quelle raccolte per ultime, bel frutto, belle bucce e bei vinaccioli, fermentazioni di una ventina di giorni con andamenti lineari e senza problemi, anche il grado alcolico non è esagerato, insomma siamo soddisfatti. Per quel che riguarda le altre uve la raccolta si è svolta in due fasi: la prima in cui abbiamo fatto delle scelte per fare sostanzialmente il Ravaldo guidati da una buona maturità delle bucce e da uno zucchero moderato, la seconda guidati dal fatto che, in alcuni vigneti, dopo quattro giorni di piogge ripetute l’uva iniziava ad essere un po’ “stanca” e quindi abbiamo raccolto tutte queste partite un po’ a rischio lavorando poi in cantina con temperature un po’ basse per cercare di portare nel vino, un po’ scarso di struttura, almeno frutto e aromi da usare poi sia per il Ravaldo sia per il Bartimeo; anche qui l’obbiettivo sembra raggiunto. Una piccola nota anche per il Suppergiù che quest’anno ha un bell’equilibrio, buona acidità, grado alcolico decente e dei buoni profumi, forse delle tre annate fin qui prodotte il meglio riuscito. Un’ultima postilla sui quantitativi che sono stati volutamente un po’ più abbondanti del solito ( leggi ” ho diradato un po’ meno”) soprattutto nelle vigne dove ormai sappiamo che andremo a fare o del Bartimeo o del Ravaldo: devo dire che la cosa comunque ha funzionato e forse ci ha permesso di portare a casa un po’ di acidità in più che qui non guasta mai visto che di solito è più scarsa che abbondante.