Questo è il testo di una e-mail che mi è arrivata due giorni fa, la trascrivo con un commento simultaneo messo fra parentesi, l’unica parola cambiata è il nome del dottore onde evitare eventuali dannose ritorsioni:” Gentile Produttore( gentile ancora per poco) siamo lieti di informarla che i suoi vini sono stati degustati dal Dott. Mazzancolle (grazie!!! li avevo mandati per quello) e che potrà conoscere immediatamente ( cos’è il referto di una biopsia?) i risultati delle degustazioni acquistando (acquistando??????????????) il servizio di Relazione sull’assaggio ( è una cosina organizzata proprio bene). Nel modulo allegato troverà le informazioni e le modalità ( cioè devo pagare la bellezza di 90 euro per sapere in anticipo cosa il Dott. Mazzancolle pensa dei miei vini ) per usufruire del servizio. Porgiamo i nostri più cordiali saluti (sicuramente non ricambiati).”
La cosa triste è che questa situazione l’abbiamo creata noi produttori e adesso non sappiamo più come fare per tornare indietro.

Questo caldo oltre a disattivare alcune malattie della vite, peraltro a questo punto già innocue, e ad accellerare i tempi di maturazione, sta bellamente ustionando tutte quelle parti di grappolo che a causa di un destino cinico e baro si sono trovate esposte al sole del pomeriggio dopo l’ultima cimatura. Il tutto naturalmente ci costringerà ad un lavoro di selezione alla raccolta di cui avremmo fatto volentieri a meno.
Mentre in questi giorni tanti si godono le vacanze qui a Ravaldino ci trastulliamo con i lavori più disparati. L’ultimo in ordine di apparizione consiste nell’appiccicare a mano, a qualche migliaio di bottiglie già belle chiuse dentro i loro cartoni pronti per la spedizione, una piccolissima etichetta autoadesiva con la scritta “enthalt sulfite”(ci andrebbero due punti sulla a ma su questa tastiera non ci sono). Tutto questo perchè la legislazione vuole che la scritta “contiene solfiti” sia nella lingua del paese europeo in cui si esporta ed io nella mia nulla lungimiranza non avevo previsto, al momento dell’etichettatura, di poter vendere quel vino in Germania quindi la scritta era solo in italiano e in inglese. L’unica consolazione è che tutta l’operazione si svolgerà nel fresco del magazzino.
Questa mattina le previsioni del tempo via sms sul cellulare davano al 93% le probabilità di pioggia, quindi ero abbastanza fiducioso in un bello scroscio d’acqua ristoratore dopo tanti giorni di caldo e di vento sempre teso e forte, invece nulla, solo un discreto abbassamento delle temperature, in più mi sono giunte voci di forti grandinate nella zona di Rimini per cui a questo punto meglio niente che un disastro. Abbiamo terminato da poco la seconda cimatura e l’uva sta cominciando ad invaiare in modo molto deciso, ad iniziare dalle zone un po’ più siccitose dove le foglie basali stanno ingiallendo in modo evidente. I grappoli in generale non sono troppo grossi e pignati ed hanno chicchi medio piccoli, il che fa ben sperare; abbiamo già iniziato a diradare a partire dalle vigne più vecchie anche se quest’anno, data la non eccessiva carica d’uva per vite sarà un intervento più di rifinitura che di sostanza. Meglio così perchè diradare è un lavoraccio.
Dopo quattro trattamenti con acqua e due con zolfo in polvere la stato delle vigne è buono e le viti godono di ottima salute; i temuti attacchi di oidio sono stati ben contenuti dallo zolfo ed hanno fatto solo qualche danno sporadico che comunque al momento del diradamento cercheremo di eliminare per evitare di tenerci in casa dei possibili focolai di muffa grigia. In questo periodo, come purtroppo ormai d’abitudine, assistiamo impotenti al disseccamento improvviso di alcune viti a causa del mal dell’esca. Non abbiamo fatto il trattamento contro la seconda generazione della tignola perchè nelle trappole sessuali abbiamo sempre catturato poco, 2 o 3 farfalle ogni tre giorni, e neanche il trattamento anti botrite in pre-chiusura grappolo, riservandoci la possibilità di farlo più avanti se la stagione lo renderà opportuno. Anche le viti nuove piantate quest’inverno stano andando bene, le stiamo legando ai tutori a mano a mano che crescono e molte sono già arrivate al I° filo. L’unica cosa che al momento un po’ mi turba è l’aver visto su qualche tralcio i primi segni di lignificazione il che francamente mi sembra il dato di un anticipo veramente esagerato, non sia mai che ci tocca vendemmiare il Sangiovese dopo ferragosto.