Buon Natale

Adeste fideles,
laeti triunphantes,
venite, venite in Bethleem!
Natum videte regem angelorum.
Venite adoremus, venite adoremus,
venite adoremus Dominum!
Un decalogo verde ma fumoso
Ho scoperto ieri, quindi con un ritardo mostruoso, che il Gambero Rosso quest’anno oltre ai soliti tre bicchieri di vetro trasparente ha assegnato anche “I Tre Bicchieri Verdi”. Non entro ovviamente nel merito del valore e della bontà dei vini a cui va il premio, mi limito a dare un’occhiata alle dieci regole fondamentali per ottenerlo:
- La rinuncia all’utilizzo di prodotti sistemici o ad alto impatto chimico in vigna.
- La lavorazione di sole uve coltivate in vigneti di proprietà o in affitto, con l’esclusione di uve acquistate da terzi.
- La certezza del controllo di tutte le fasi del processo produttivo da parte del proprietario dell’azienda.
- La rinuncia all’utilizzo di prodotti enologici atti a mutare artificialmente le caratteristiche fondamentali dei vini prodotti.
- Il rispetto per l’ambiente nel quale si opera attraverso la rinuncia totale o prevalente a pratiche invasive, quali l’irrigazione, l’uso di materiali difficilmente biodegradabili, la costruzione di cantine non armonizzabili con il territorio.
- L’utilizzo di sistemi di allevamento tradizionali, di vitigni prevalentemente locali, vinificati nel rispetto delle loro caratteristiche più tipiche.
- La rinuncia a sistemi di potatura o di vendemmie meccanizzate.
- La limitazione dell’uso eccessivo di anidride solforosa.
- L’uso parziale o totale di fonti energetiche rinnovabili.
- L’uso parziale o totale della lotta biologica contro i parassiti della vite.
Mi sembra che questo decalogo, a parte due o tre punti, sia vago ed anche abbastanza incomprensibile. Per es. cosa vuol dire escludere uve acquistate da terzi ? Cioè se il mio vicino fa un’uva super-ultra-extra-biodinamica non la posso comprare ? Oppure anche il divieto della vendemmia meccanizzata, ma perchè ? Io non l’ho mai fatta ma mi metto nei panni di uno che deve assumere per più giorni una quindicina di vendemmiatori, che tutti i giorni vanno avanti e indietro con le loro macchinine da casa loro fino alla vigna, forse potrebbe anche pensare che il motore di una vendemmiatrice fa meno danni di quelli di quindici macchine. E ancora, diteci chiaramente quali sono i prodotti enologici atti a mutare artificialmente le caratteritiche fondamentali ( anche queste quali sono esattamente ?) dei vini prodotti, e infine quali sono a Ravaldino in Monte i vitigni locali e cosa sono le vinificazioni nel rispetto delle loro caratteristiche più tipiche ?
A volte un po’ di chiarezza e un po’ meno fumo farebbe bene a tutti.
Mondi sconosciuti

Non ci si crede ma accade in Italia, io voglio prendere questa notizia come una possibilità anche per noi.
Un numero inferiore a 1, esattamente 0,76, questa è la percentuale che i vigneti dell’Alto Adige rappresentano sul totale della superficie vitata d’Italia. Un’inezia molto interessante per qualità e spettro d’espressione. Un piccolo universo che va dai 200 a 1000 m. sul livello del mare, da varietà internazionali ad autoctone su 5.306 ettari con suoli molto diversi. Una specie di angolo di paradiso per il vino, non solo in termini di qualità – i vini altoatesini sono tra i più premiati dalle guide in proporzione alla superficie vitata- ma anche per l’elevato reddito dei viticoltori sostenuto sia dai prezzi alti al consumo sia dal pagamento delle uve per la qualità e non la quantità come compenso ad ettaro. Per dare una misura, il reddito/ettaro per i soci della cantina di San Michele Appiano varia da 20.000 euro/ettaro a punte di 40.000 euro/ettaro per uve particolarmente ricercate e di qualità eccellente…
Clementina Palese dal n.45 dell’Informatore Agrario
I grandi interrogativi di Enologica
- C’hai un superiore ?
- Mi han detto che le barrique dopo un anno le buttate via !?
- Qual’è il tuo cavallo di battaglia ?
- Un rosso ?!
- Ma questo è il vino che ha preso i quattro bicchieri d’oro ?
- Com’è venuto quest’anno il novello ?
- Ce l’hai un bianco giovane ?
- Certo che voi di Bertinoro fate dei vini buonissimi !
- Il barricato lo vendi anche sfuso ?
- Se vengo in azienda ti trovo sempre, vero ?!
- Il Calisto quanti anni fa nelle barrique ?
- Dammi un vino basta che non sappia di botte !
Help yourself
Ieri sono stato in Toscana non per una gita turistica e al ritorno non ho fatto l’autostrada, noiosa e pericolosa, ma ho valicato l’Appennino per strada normale. Quando ero ormai in vista del Muraglione ho preso a destra per i Tre Faggi e mentre in totale e beata solitudine facevo tutte le mie belle curve questa musica andava perfettamente a tempo con la mia andatura e mi ha felicemente accompagnato fino a casa. La definirei la musica migliore per valicare l’Appennino in novembre.
Enologica 2009

Puntuale come il giorno di Natale arriva Enologica 2009. Anche noi ci saremo, dietro alla nostra postazione preconfezionata, ma calda e accogliente, per fare assaggiare il meglio e il peggio della nostra produzione insieme a un centinaio di altri produttori emiliano-romagnoli. Quest’anno la manifestazione, orfana del partnerariato di Slow Food (se escludiamo un piccolo cameo di Fabio Giavedoni), contiene comunque incontri e laboratori interessanti anche se forse un po’ meno croccanti dell’anno scorso dove, parlando di Sangiovese di Romagna, ci si è scannati allegramente. Voglio soltanto segnalare, visto che sono cari amici, gli incontri con Fiorenzo Valbonesi sabato 21 alle 19 e con Franco Calini domenica 22 alle 17.
Una pastiglia di antibiotico masticata
Non posso non citare per intero questo post di Rizzari di qualche giorno fa, che ci toglie dalle spalle qualche responsabilità. Di questi tempi non è male per niente !
Ieri un Chianti Classico Isole e Olena 2004 stranamente inespressivo, soprattutto all’olfatto. Disorientamento iniziale, durato pochi secondi. Spiegazione semplice. Di questo Chianti ne ho già bevute un paio di bottiglie, tutte tra il buono e il molto buono. Un solo colpevole, quindi, l’orrido tappo. Che come la maggior parte dei tappi difettosi attuali si è guardato dal dichiararsi esplicitamente: “senti che puzza di muffa grigio-azzurra ammuffita? senti che odoraccio di cartone prima inumidito poi direttamente bagnato, infine innaffiato regolarmente? senti – se ti ritieni un esperto – quanto tricloroanisoleggio? Sono io, il tappo”.
Eh no, sarebbe troppo facile. Oggi si riesce a strozzare la voce del tappo difettoso, che perciò risulta molto più pericoloso, perché si “limita” subdolamente a sabotare il carattere originario del vino, nascondendosi.
La morale è semplice: se un vino nuovo non vi piace, oppure se avete sempre apprezzato un rosso e una certa sera non riuscite a riconoscerlo, prima di depennarlo dai vostri acquisti futuri considerate l’eventualità di un tappo nascosto. A noi durante gli assaggi per la guida càpita sempre più spesso. Una dritta finale: di solito il tappo subdolo mostra appena il suo volto deforme nel finale, segnando il vino con un gusto amaro pronunciato. Se un vino vi lascia il sapore di una pastiglia di antibiotico masticata, in molti casi non è il caso di prendersela con il produttore.
Fabio Rizzari
Da “I dialoghi delle frantoiane”
Berti va al frantoio per molire una parte delle olive di quest’anno e gli operai iniziano a scaricarle nella tramoggia per il lavaggio, primo passo del processo di spremitura a freddo.
Frantoiana In questa partita ci sono anche olive di quella varietà nuova, la RF….19 ?
Berti Sì ma si chiama FS17, sono quelle tondeggianti e verdi con un sovracolore rossastro, danno un ottimo olio e anche la resa è buona
Frantoiana Esatto la RS17 [?]. Ieri è venuto un produttore con queste olive e ha detto che non le pianterà mai più, gli hanno sempre dato rese molto basse ed anche ieri hanno reso solo il 9%, l’anno scorso addirittura appena il 6% !
Berti comincia a dubitare delle sue certezze.
Intanto le macine spappolano le olive e la pasta ottenuta va a finire in dei contenitori col coperchio trasparente dove un agitatore meccanico la rimescola per poi favorire l’estrazione dell’olio
Frantoiana (guardando la pasta di Berti) Vede è tutt’acqua ! Vede che l’olio non si sta aggregando per niente, vuol proprio dire che ce n’è poco.
Berti è quasi colto da una crisi di panico e guarda con invidia i contenitori dove gira la pasta degli altri produttori immaginandosi rese disastrose e la derisione finale.
Frantoiana (è uscita l’ultima goccia e fa il conto per la resa) Erano 920 chili di olive e sono usciti 165 chili d’olio quindi le ha reso il…
Berti è terrorizzato
Frantoiana …18% ! Hanno reso molto …ma forse non è la RF27 [?] come dice lei !
De guide vinorum
C’è chi mi vuole come vuole
un po’ più santo
più criminale
e un po’ più nuovo
un po’ più uguale
mi vuole come vuole
c’è chi mi vuole per cliente
chi non mi vuole
mai per niente
e c’è chi vuole le mie scuse
che ciò che sono l’ha offeso
di un po’: te come ti vogliono?
di un po’ tu come ti vuoi? tu come ti vuoi?
sono vivo abbastanza
sono vivo abbastanza
per di qua
comunque vada
sempre sulla mia strada
c’è chi mi vuole più me stesso
e più profondo, più maledetto
e bravo padre e bravo a letto
c’è chi mi vuole perfetto
di un po’: te come ti vogliono?
di un po’ tu come ti vuoi? tu come ti vuoi?
sono vivo abbastanza…
By Ligabue “Sulla mia strada”





