Promesse per il 2009

“… Quando uscivi dalla porta sul retro di quella casa, da un lato trovavi un abbeveratoio di pietra in mezzo alle erbacce.(…) Non so da quanto tempo stava lì. Cento anni. Duecento. Sulla pietra si vedevano le tracce dello scalpello. Era scavato nella pietra dura, lungo quasi due metri, largo su per giù mezzo e profondo altrettanto. (…) E mi misi a pensare all’uomo che l’aveva fabbricato. Quel paese non aveva mai avuto periodi di pace particolarmente lunghi, a quanto ne sapevo io. (…) Ma quell’uomo si era messo lì con una mazza e uno scalpello e aveva scavato un abbeveratoio di pietra che sarebbe potuto durare diecimila anni. E perché ? In cosa credeva quel tizio? Di certo non credeva che non sarebbe mai cambiato nulla. Uno potrebbe anche pensare questo. Ma secondo me non poteva essere così ingenuo. (…) E devo dire che l’unica cosa che mi viene da pensare e che quello aveva una sorta di promessa dentro al cuore. E io non ho certo intenzione di mettermi a scavare un abbeveratoio di pietra. Ma mi piacerebbe essere capace di fare quel tipo di promessa. ‘E la cosa che mi piacerebbe più di tutte.”

 

Cormac McCarthy “Non è un paese per vecchi” Einaudi, 2006

L’ADSL a Ravaldino

A parte i virus che ammorbano ormai da giorni la nostra famiglia l’anno nuovo non è iniziato male, infatti da poche ore anche noi di Ravaldino in Monte possiamo usufruire di una connessione ADSL.

Certo che la differenza con i 45 kb di prima è mostruosa, per esempio quando tentavamo di collegarci all’homebanking c’era il tempo di fare un sacco di cose, di pensare, di leggere, etc…adesso come ti colleghi si apre tutto ad una velocità sconcertante, non hai il tempo per pensare e sei preso in un vortice di collegamenti e di aperture di finestre pazzesco; ho l’impressione che forse il nostro pc, poco avvezzo a questo turbinio tirerà presto le cuoia.

Lifting enologici

Un’équipe guidata da Xin An Zeng, chimico alla South China University of Technology in Guangzhou, ha trovato una scorciatoia per invecchiare il vino in maniera artificiale.
Grazie a un processo fisico, lo scorrimento del vino in un tubo tra due elettrodi di titanio il vino maturerebbe, acquisendo i relativi flavour, in maniera decisamente più rapida. I campi elettrici, infatti, come altri principi della fisica, sono in grado di modificare gli elementi costitutivi del vino e, nel caso specifico, di alterarne l’età.
Il vino così invecchiato è anche stato sottoposto al palato di dodici degustatori che hanno avvertito sapori e odori che normalmente solo il tempo può regalare.
Dopo la prova Zeng ha spiegato che, con le giuste condizioni, la tecnica può accelerare il processo di invecchiamento, mettendo in moto una sorta di acceleratore temporale.
Per il momento cinque produttori cinesi di vino stanno sottoponendo la propria produzione alla tecnica del professor Zeng, ma in generale l’enologia che prova a frazionare il vino per poi migliorarlo e ritoccarlo è in piena espansione. Per la disperazione di quelli che il vino lo amano veramente.

 

Tratto da www.teatronaturale.it

Ladri game over

Ieri mattina tornando dal magazzino, distante cento metri da casa, ho scoperto che avevo avuto una visita dei ladri. Ovviamente quando scopri una cosa del genere ti monta parecchia rabbia, vedi tutta la casa per aria, armadi e cassetti svuotati in terra, mobili e quadri spostati per vedere se dietro c’è una cassaforte, scatole con le cose più varie seminate ovunque, la porta d’ingresso rotta perchè forzata con un piede di porco, etc…Poi naturalmente cominci a guardare meglio per capire cosa ti avranno fregato e allora ti accorgi che la fede che non portavi al dito per paura di tranciarti il dito lavorando manca, così come la catenina d’oro ricordo della prima comunione, i gemelli per i polsini ereditati da tuo padre, la sterlina d’oro, un paio di orecchini e poco altro. Però scopri anche che non hanno preso un PC portatile, due macchine digitali, un navigatore satellitare, orologi vari, qualche altro oggettino d’oro di un qualche valore e nessun macchinario facilmente trasportabile della cantina tipo le pompe. In camera di Clara avevo visto che c’era qualche cassetto rovesciato ma niente di che, poi ho controllato meglio è ho scoperto qual era stato il vero obbiettivo dei  diabolici lestofanti: la PSP Pink con relativi giochi originali, un Nintendo DS anche lui con i suoi giochi e un I Pod da trenta euro.

Dunque ho capito che a Natale anche i mariuoli più bastardi s’inteneriscono, diventano buoni e decidono di fare i regali ai loro bimbi tanto dolci.

Che tenerezza !  

La servitù volontaria

“Per un momento vorrei solo capire come mai possa talvolta accadere che tanti uomini, tanti borghi, tante città, tante nazioni subiscano un solo tiranno che non ha altro se non il potere che essi gli attribuiscono, che può far loro del male solo nella misura in cui essi sono disposti a tollerarlo, e che non potrebbe farne loro alcuno se essi non preferissero subire tutto da lui piuttosto che contraddirlo. ‘E sorprendente- ma così frequente che bisogna più rammaricarsene che stupirsene- vedere un milione di uomini miseramente asserviti, la testa china sotto il giogo, non perché costretti da forza maggiore, ma perché affascinati, per non dire stregati, dal solo nome di quell’uno, che non dovrebbero né temere perché è solo, né amare, perché è inumano e crudele verso tutti loro.”

 

Tratto da Discorso sulla servitù volontaria di E. de la Boètie

‘E in arrivo Enologica 2008

Il prossimo fine settimana saremo a Faenza all’undicesima edizione di Enologica il Salone del vino e del prodotto tipico. Ci sono 100 produttori, un sacco di incontri e di degustazioni, tanta roba buona da mangiare e tante cose di cui discutere. In particolare penso che voleranno molti coltelli nel laboratorio di venerdì 22 condotto da Fabio Giavedoni e da Giorgio Melandri dal titolo:”I territori del Sangiovese di Romagna. Identità in purezza”, il sottotitolo recita”…Otto sangiovesi alla cieca e un parterre di enologi e produttori per aprire un confronto che possa fare storia”. Soprattutto ci auguriamo che la storia possa andare avanti !

Padroni e ingranaggi

Cito Rizzari/Gentili dal relativo e rilassante blog ( fortuna nostra/fortuna loro, l’ansia da opinione non li avvelena): “Diversi colleghi,italiani e stranieri, richiamano ormai  con forza  i produttori a un’elementare esigenza di autenticità e immediatezza. E noi da anni ormai, abbiamo impostato il lavoro di assaggio per la guida seguendo una direttrice chiara, quella di valorizzare la naturalezza espressiva, e quindi la bevibilità, in tutti i vini, dai più monumentali ai più semplici; stanchi di sentire l’assaggiatore medio che giustifica queste discrepanze con la trita frase “degustare è una cosa, bere un’altra”.

E ancora:”Occorreva quindi rimodulare la tecnica di assaggio, e soprattutto i criteri di giudizio finale, per armonizzare la valutazione “tecnica” con quella “edonistica”.

Cito di nuovo Rizzari/Gentili. Questa volta dall’introduzione (largamente condivisibile) dell’ultima  Guida de L’Espresso. “Infine, ma non da ultimo, se cambia il mondo della produzione, non si vede perché non debba cambiare il giornalista che rende conto di questo cambiamento”.

Giusto, giustissimo. Io però aggiungo. La degustazione e i giudizi che ne conseguono, per quanto credo di aver capito del mio lavoro, scorrono attraverso il filtro dell’esperienza e di una pratica consolidata seguendo un percorso come detto non immutabile, ma che deve essere il più naturale e il più fluido possibile, quasi automatico.

Ogni bivio, ogni possibilità di scelta che noi dall’esterno aggiungiamo toglie naturalezza e apre le porte all’arbitrarietà. Il rischio, in altre parole ( vedi l’autoctono a altre cose passate e future), è che il meccanismo di cui siamo allo stesso tempo padroni e ingranaggi si pieghi più alla necessità di dire qualcosa di diverso che non all’utilità.

 

Dall’editoriale di Alessandro Masnaghetti sul n. 21 di Enogea.

Ma dove vai se l’equilibrio non ce l’hai ?

Stefano Berti  è uno dei tanti vignaioli romagnoli che stanno ragionando sull’identità che il sangiovese esprime sui terreni argillosi della prima quinta collinare, in questo caso nella zona compresa tra Predappio e Forlì. Dopo la magica edizione 2001, con la quale esordì in guida conquistando i Tre Bicchieri, Stefano non è più riuscito a trovare l’equilibrio tra potenza ed eleganza, e i vini, sempre convincenti, hanno un timbro carnoso, una bocca leggermente asciugata dai tannini e molto alcol. Una mano più leggera potrebbe equilibrare l’espressione dei vini e un lungo periodo di affinamento in bottiglia sarebbe utile per addomesticare questi tannini un po’ aggressivi. Pertanto condividiamo la decisione di Stefano di tenere per un anno ancora in cantina il Calisto 2006, e siamo curiosi di capire se ciò gli gioverà. Abbiamo assaggiato invece un convincente Ravaldo, etichetta sulla quale Stefano è molto affidabile e dove probabilmente si trova a fare scelte meno radicali: è un vino austero, composto e nonostante un tannino spavaldo ha la stoffa per esprimersi con profondità e qualità. La bocca si distende sfruttando una spinta acida che le regala grande dinamicità; peccato l’alcol leggermente sopra le righe.

 

Così recita la Guida Vini D’Italia 2009 appena uscita edita da Gambero Rosso e Slow Food. Ora non per polemizzare ma una volta “carnoso” era da intendersi positivamente e se un vino che ha 14° ha molto alcol forse c’è qualcosa che non quadra. Comunque, col solo intento storico/didattico/divulgativo, vorrei citare quello che si diceva del Calisto 2003 nell’edizione 2005 della medesima guida:”…sfiora di un nulla la riconquista dei Tre Bicchieri in ragione di un aspetto olfattivo giocato su sensazioni fruttate, piene, mature e carnose ( di more, amarene e duroni), affiancate da una sottile speziatura e da eleganti note di grafite e di china. La bocca è veramente potente ma al contempo molto elegante e misurata, con uno spessore fittissimo ed estremamente morbido, e con una persistenza gustativa pregevole. ‘E vino dalla personalità spiccata e dallo stile unico e ricercato, sempre uguale in tutte le sue edizioni.”

 

E per finire vorrei avvisare i miei colleghi che lavorano sulle argille che per i curatori della guida “…la sfida del futuro sarà quella di equilibrare i vini, sia nella componente alcolica sia nella potenza estrattiva, senza ovviamente perdere valore; una sfida difficile e intrigante, che in Romagna traccerà il confine della qualità nei prossimi anni…”

 

Produttore avvisato mezzo salvato!