Duro attacco del ministro delle Politiche agricole Mario Catania al fronte della grande distribuzione organizzata, schierato nell’affossare le norme del pacchetto agroalimentare contenuto nel decreto liberalizzazioni. “Sono basito e preoccupato – ha detto Catania incontrando i giornalisti – c’è in atto un duro attacco a queste norme soprattutto relativo all’obbligatorietà dei pagamenti a 30 e 60 giorni. Non capisco come chi incassa cash tutti i giorni possa essere contrario a pagare in tempo”. Oggetto del contendere, le norme relative ai rapporti commerciali all’interno della filiera agroalimentare, contenute nel dl liberalizzazioni. Novità salutate positivamente dai produttori e dalle imprese della trasformazione. Contro l’art.62 si era invece schierata fin da subito la Gdo ritenendolo “inapplicabile”. “La grande distribuzione si è mossa armi in pugno per far saltare l’articolo e non so come andrà a finire. Sono preoccupato – ha detto il ministro a margine di un incontro – vedo già reazioni da parte di alcune forze politiche. Ma è una battaglia importante e sono determinato a combatterla fino in fondo”. “C’è un tentativo in atto – ha proseguito Catania – di spazzare via principi equi e sacrosanti come il diritto ad avere contratti scritti nelle transazioni commerciali e a essere pagati entro certi termini. Sono soprattutto le piccole e medie imprese dell’agroalimentare ad essere strozzate dalle condizioni poste dalla Gdo. Avrò un incontro con quest’ultimi la prossima settimana, non rinunzio certo al confronto ma il loro atteggiamento mi delude fortemente, osteggiare con tanta veemenza principi elementari come il contratto scritto e termini di pagamento entro 30 o 60 giorni. Eppure – ha proseguito – quando andiamo a fare la spesa dobbiamo tutti pagare subito, mi sembra un’opposizione che vuole solo difendere nicchie di rendita”.
Author Archives: Stefano Berti
Anche noi nel Guinness dei primati
Finalmente dopo un lunghissimo lavoro di preparazione nella notte fra il 10 e l’11 febbraio si sono create le condizioni ottimali per ottenere il tanto atteso risultato : nella vasca n.12, senza ausilio di mezzi artificiali, sono stati ottenuti 6475 litri di granatina al Sangiovese di Romagna DOC, cifra che permette all’Azienda Agricola Stefano Berti di entrare a pieno titolo nel Guinness dei Primati in quanto il record precedente era di 3250 litri ed era stato ottenuto nell’inverno del 1985 con del pessimo Lambrusco di Sorbara già in odore di aceto. Le 32375 porzioni dell’ottima granatina al Sangiovese saranno poi distribuite gratuitamente presso lo stand dell’azienda in occasione del prossimo Vinitaly 2012 a Verona dal 25 al 28 marzo. Si ringraziano tutti quelli che hanno collaborato alla relizzazione dell’impresa, in particolare al blizzard che soffiando tutta la notte, più di tutti ha lavorato per il conseguimento del record.
Notizie sportive
Si sono svolti ieri a Ravaldino in Monte i campionati mondiali di “Quanta neve hai sul trattore ?”. Dopo un’intera giornata di tormenta il vincitore è risultato il Landini 85GT DT guidato da Stefano Berti, che ha regolato in finale gli altri 50 partecipanti provenienti da ogni parte di Ravaldino. Prossime gare del circuito Sant’Agata Feltria, Predappio Alta, l’Aquila, Campobasso e Roma.
Nulla di nuovo all’orizzonte
Il 13: Continuo a guardare l’orizzonte. ‘E quasi giunto il momento ormai …
Il 14: Ultimamente abbiamo mangiato delle alghe bollite, hanno un gusto piuttosto strano, ma pur di cambiare …
Il 15: Ha nevicato ad intervalli regolari durante il giorno
Il 16: … con ansia all’osservatorio dove la maggior parte di noi si sono riuniti per scrutare l’orizzonte in cerca di una vela salvatrice. Alcuni hanno abbandonato ogni speranza …
Il 17: Il ghiaccio sta riformandosi …
Il 18: La banchisa ci circonda a perdita d’occhio da tutte le parti
Il 19: Non serve a niente ingannare ancora noi stessi …
By “ Endurance” di Alfred Lansing Ed. TEA
Meglio l’Imu oggi che il contadino domani
Il dibattito sull’impatto dell’Imu in agricoltura (che ormai è legge, ndr) entra sempre più nel vivo. Le organizzazioni agricole, da Confagricoltura a Coldiretti a Cia-Confederazione Italiana Agricoltori, parlano di un extragettito tra 1 e 1,5 miliardi di euro ma, viene il dubbio che siano stime “prudenti”. Anche noi abbiamo fatto il nostro calcolo “non scientifico”, ipotizzando un salasso, tra fabbricati e terreni, di 4-5 miliardi di euro. E ora anche il Ministro delle Politiche Agricole Mario Catania fa capire che qualche cosa non torna e che forse, nell’urgenza di far quadrare i conti dello Stato, si son fatte le cose alla leggera, preferendo la logica del “meglio l’uovo oggi (il gettito fiscale portato dalla nuova Imu) che una gallina domani (la sopravvivenza di tante imprese agricole)”. Lo dice oggi, con altre parole, a “Il Sole 24 Ore”: “l’impatto dell’Imu è pesantissimo. Mi impegnerò perché venga modificata. A costo di sbatterci la testa. Non possiamo tassare anche le stalle sugli alpeggi. L’agricoltura non può tollerare un’ulteriore stangata fiscale. All’interno del Ministero dell’Economia c’è stata una lettura sbagliata dell’intera questione della fiscalità agricola. Al settore viene attribuita una ricchezza che non trova nessun riscontro nella realtà”. Insomma, come dire che all’Economia si sono fatti i conti senza l’oste. Anche perché al di là della valutazione del gettito che può venire dall’aumento dell’imposta sui terreni, che si può fare perché i valori e le superfici dei terreni agricoli, bene o male, si conoscono, il nodo cruciale è quello dei fabbricati agricoli strumentali che, finora esenti da tasse e registrati nel catasto agricolo, vanno ricontati, rivalutati e accatastati nel catasto civile. Un lavoro che si annuncia enorme, complesso e costoso per imprese e pubbliche amministrazioni e, che in definitiva, nessuno sa con esattezza quanti soldi potrebbe portare, da ora in poi, nelle casse dello Stato. Forse, pare di capire, più di quanti l’agricoltura effettivamente li possa dare. Ma ora, Ministro, si può davvero tornare indietro?
By Winenews
Se ti piace così !
L’analisi è di Claudio Bertuccioli, del servizio tecnico della Cia riminese, che ha descritto l’evoluzione di un comparto con radici solide sul piano produttivo e della tradizione, ma che non esprime le potenzialità sul piano commerciale. «La diminuzione della superficie a vigneto – ha spiegato – è andata di pari passo con due fenomeni di tipo socio demografico ed economico: il calo delle aziende è stato accompagnato dall’abbandono della coltivazione, tradizionalmente legata agli imprenditori più anziani. Dalla metà degli anni 90, inoltre, i principali gruppi cooperativi che intercettavano oltre il 50% della produzione vitivinicola sono entrati in un vortice di criticità finanziaria, che ha visto un progressivo indebolimento della struttura patrimoniale e un’inevitabile ripercussione sui prezzi di liquidazione delle uve». L’uva Sangiovese idonea alla produzione di un vino a Denominazione di origine è passata da una quotazione di 47,30 euro nel 2002 a 25,11 euro nel 2009, ultimo anno completamente liquidato ai soci. «Se consideriamo una resa media per ettaro di 120 quintali, la produzione lorda vendibile nel 2009 è stata di 3.000 euro ad ettaro, contro i 5.676 del 2002. Non tutto, però, è negativo – ha concluso Bertuccioli – perché accanto ai vigneti scomparsi sono sorte imprese vinicole che hanno adottato nuovi criteri di coltivazione, più rispettosi dell’ambiente e più attenti alla qualità del prodotto finito»
By Caudio Ferri sul V° Forum Nazionale Vitivinicolo organizzato dalla CIA a Rimini il 5/12/2011. Da Agricoltura n.1/2012
Anno Domini 2012
Oro Incenso & Mirra
La purezza del sangiovese
Devo dire che domenica a Bertinoro, nonostante la mancanza dei buoi e la presenza di asini, la tumulazione dei sangiovesi nel sarcofago sopra alla Cà de bè è riuscita bene. ‘E stata interessante anche la Storia di Romagna in 7 capitoli e 26 bottiglie condotta da Giorgio Melandri, belle le storie di fattoria Paradiso( dove tutto è cominciato), di Nicolucci (un ’75 ancora notevolissimo) e di Castelluccio (io volevo rimanere in Toscana). Voglio solo dire agli amici colleghi e agli addetti ai lavori che se fossi in loro lascerei perdere tutti i discorsi sulla purezza che ogni tanto vengono fuori perchè qualche anno fa c’è stato uno che con la scusa della purezza ha fatto un po’ di danni e poi è pure finito male. Non sia mai che facciamo fare al Sangiovese di Romagna la stessa fine.
Sei stato selezionato per la Riserva Storica dei Sangiovesi di Romagna…ovviamente senza alcun costo
Domenica 11 dicembre saremo a Bertinoro per la cerimonia d’inaugurazione della Riserva Storica dei Sangiovesi di Romagna. In pratica ad alcune aziende romagnole sono state chieste annate vecchie di Sangiovese per creare un archivio in cui si preservi l’identità del Sangiovese creando una memoria dei vini più rappresentativi del territorio. Il programma che ci è stato inviato gronda un po’ di nostalgia e di retorica: omaggio alla statua del vignaiolo, il rito della messa a dimora, il corteo di Tribuni di Romagna, il carro trainato dai buoi, le cassette di legno che custodiscono i vini , il Sindaco che si fa custode, etc…
DOMENICA 11 DICEMBRE 2011
15.00 Largo Cairoli, Bertinoro
OMAGGIO ALLA STATUA DEL VIGNAIOLO INIZIO DEL RITO DELLA MESSA A DIMORA
il corteo di Tribuni di Romagna, sommelier, istituzioni, produttori e pubblico si dirige verso Piazza della Libertà, seguendo il carro trainato dai buoi che trasporta le eccellenze vinicole della Romagna.
16.00 Piazza della Libertà, Bertinoro
RITO DI IMMISSIONE DEI VINI NELLA RISERVA STORICA
Con un passaggio di mano in mano delle cassette di legno che custodiscono i vini, i produttori e le autorità presenti immettono il vino in questo Caveau del Sangiovese, nei locali allestiti in Piazza della Libertà 10. Il Sindaco di Bertinoro chiude simbolicamente le porte della Riserva Storica e si fa custode delle eccellenze della Romagna insieme alle altre istituzioni presenti.
Comunque considerato che regaliamo delle bottiglie di Riserva rigorosamente imballate in cassette di legno, che effettivamente è più figo, gli amici di Bertinoro ci comunicano anche:” che l’adesione dell’azienda alla Riserva Storica dei Sangiovesi di Romagna non ha alcun costo.”


