Parte la campagna “Adotta un produttore”

Dopo le innumerevoli iniziative simili ma poco efficaci ( adotta un filare, adotta una barrique, adotta una vigna) parte oggi la campagna “Adotta un produttore“. Da questo momento infatti per avere tutti i casini di un’azienda vitivinicola non è più necessario comprarla, basta semplicemente adottare un produttore versando un corrispettivo in denaro sul suo conto corrente  ( possibilmente una bella cifra dato che tiene famiglia). L’iniziativa si rivolge a tutti coloro che ancora oggi pensano che fare vino sia un’attività redditizia e di grandi soddisfazioni. Finalmente con questo piccolo gesto d’amore anche tu potrai essere a capo di una vera azienda vitivinicola, potrai ogni giorno decidere cosa fare nelle vigne, i travasi in cantina, i bancali in magazzino, parlare con i fornitori cercando di ritardare i pagamenti, aprire direttamente a casa tua le buste con le fatture, firmare i mandati di pagamento, litigare con i tuoi agenti che non vanno ad incassare, mandare lettere intimidatorie ai clienti che non pagano, partecipare a fiere e manifestazioni sul vino inutili, spedire tutte le campionature alle ottantotto guide sul vino italiane, lasciare che i giornalisti infieriscano sui tuoi vini senza reagire, insomma vivere in prima persona le emozioni di un vero vigneron. Non rinunciare a un grande gesto di solidarietà: adotta un produttore !

P.S. abbiamo possibilità di adozioni in tutta Italia.

Può interessare un’azienda in Romagna?

 Cofco, il colosso pubblico cinese dell’agroalimentare (con più di 500 aziende controllate tra cui una catena di winery che produce vino col marchio Great Wall), si sta espandendo a gran velocità nel mondo del vino e l’Italia, dopo la Francia, è il suo prossimo obiettivo. É lo stesso Jingtao Chi, vice presidente della conglomerata, a dichiararlo durante la cerimonia per la firma dell’ultimo acquisto (lo Chateau Viaud nel Bordeaux, pagato 10 milioni di euro alla famiglia Raoux): “Il gruppo vuole espandere i suoi tenimenti in tutto il mondo. Stiamo cercando proprietà da acquistare in Italia, Australia, Stati Uniti e Sud Africa”. Più chiaro di così.

By Gambero Rosso

Il pericolo è il mio mestiere

Una vittima ogni due giorni per incidenti sui trattori agricoli. E’ quanto emerge dall’ultimo nato fra gli Osservatori del Centauro-Asaps.
Realizzato nel maggio del 2009, in soli otto mesi segnala dati interessanti e preoccupanti: 211 incidenti che causarono 127 vittime e 113 feriti. I numeri del 2010 rilevano una situazione ancor più critica.
Ogni due giorni si muore in un incidente con trattori. In pratica le morti verdi sono ormai più della metà delle morti per incidenti in autostrada (350 vittime nel 2009 secondo Istat). Nell’anno che si è appena concluso sono stati 338 gli incidenti con coinvolti mezzi agricoli, monitorati dall’Osservatorio, che hanno causato 176 decessi e 221 feriti. Sappiamo che 244 dei 338 casi, 72,2%, sono avvenuti nell’area agricola (campi, frutteti, boschi ecc.) e 94 su strada.
Per altro non abbiamo neppure la pretesa di avere monitorato tutti gli episodi avendoli ricavati dalla stampa nazionale e dalle segnalazioni dei 600 referenti Asaps sparsi sul territorio italiano, sicuramente però sono compresi i più gravi. (…) Pur tenendo conto – spiega Giordano Biserni, Presidente Asaps – “che il maggior numero di incidenti in campagna si è verificato nei mesi estivi caratterizzati da una intensa attivita’ agricola, il dato rimane complessivamente molto preoccupante. Lo ripetiamo, i nostri agricoltori già al limite nei margini di guadagno, non possono rischiare la vita in questo modo. Vanno ricercati i motivi di questo assurdo tragico risultato che pesa enormemente sulla nostra agricoltura e vanno anche adottate efficaci misure di protezione per invertire questo assurdo trend”.

By Teatro Naturale n. 3 del 22 gennaio 2011

 

Viva la sincerità

Ieri sera in un ristorante la titolare prende le ordinazioni:

Cosa vi porto da bere ?

Acqua gasata, una coca media e visto che il vino lo bevo solo io prenderei un  calice, cos’hai di bianco ?

Di aperto ho il ZWY ma non è un gran chè, se no ho il WXJ ma è il suo base, se vuoi ti apro una bottiglia.

Va bene, cos’hai di romagnolo ?

Ho un Riesling di una piccola azienda dell’alto faentino che fa dei bianchi molto interessanti.

Porta la bottiglia la stappa mi serve il vino e poi mi porge la bottiglia, leggo la retro etichetta e dico:

Ma cos’è un biodinamico?

Sì sì ma sta tranquillo questo non puzza !

Nel 6° Censimento Generale dell’Agricoltura non esiste il Sangiovese ma il Sancinoso sì

Ho terminato oggi di compilare on line i moduli per il 6° censimento generale dell’agricoltura. C’è una pagina in cui bisogna inserire i nomi dei vitigni per la produzione di vini DOC presenti in azienda, quando ho iniziato a scrivere la parola “sangiovese” queste sono le uniche opzioni che il sistema mi ha dato:

  • Sagrantino
  • Sain-Emilion
  • Salzen
  • San Giuseppe Nero
  • San Lunardo
  • San Martino
  • San Michele
  • San Nicolò
  • San Zoveto
  • Sancinoso

Ero molto tentato di scegliere San Zoveto poi alla fine “obtorto collo” ho optato per “uva di colore nero”.

Leonardo Conti, dove sei?

Vorrei oggi ricordare la figura di un eroe dei nostri tempi, una persona come noi che però è  capace di grandi gesti in circostanze estreme: Leonardo Conti, enologo toscano. Quest’uomo ieri venerdì 17, con le previsioni meteo che mettevano freddo e neve, è partito all’alba dalla nativa Toscana per il suo consueto giro di consulenze per l’Emilia Romagna, sprezzante del pericolo ma consapevole che la sua assenza avrebbe prodotto danni irreparabili all’intera produzione vinicola emiliano romagnola e soprattutto turbe psichiche nei produttori, già di solito piuttosto instabili . Leo come sempre ha assaggiato di tutto, da lambruschi ancestrali a sangiovese ridotti, da albane ossidate a chardonnay molli, da merlot sovraestratti a cabernet surmaturi, da trebbiani morti a pagadebit ultra acidi. Non contento di questa già pesante mole di lavoro in ogni cantina ha raccolto tanti campioni degli stessi vini per poi riassaggiarli con calma una volta tornato a casa. Terminato il suo giro è poi ripartito verso la A1 ma appena superata Bologna si è trovato coinvolto in un mostruoso blocco del traffico. Ora purtroppo non abbiamo più notizie, ma alcuni testimoni dicono di averlo visto mentre con una doga di botte in mano cercava di difendere i campioni di vino dall’assalto di camionisti polacchi e bulgari desiderosi di scaldarsi nella fredda notte autostradale. Un tale gesto di eroismo non può certo passare innosservato e noi per questo chiediamo a gran voce alle istituzioni competenti che a Leo venga assegnata la cittadinanza onoraria di Dozza, luogo simbolo dell’enologia emiliano romagnola, quale ringraziamento per la sua dedizione e la sua abnegazione. Se poi qualcuno avesse notizie fresche del suddetto è pregato di comunicarcele. Grazie.

Da quanto tempo non vedevi un “pagherò” ?

Erano anni, più o meno una trentina, che non mi capitava fra le mani una cosa del genere. Probabilmente l’ultima l’avevo vista  a scuola, all’Istituto Agrario, durante le lezioni di estimo e contabilità e poi da allora più niente. Invece all’improvviso come dal nulla cosmico riappare la famosa cambiale, detta più amichevolmente “pagherò”, emessa da un cliente per far fronte ad una mia fattura di otto mesi fa del valore di ben 214 euro. Ora tutto di male si potrà dire degli enotecari ma non certo che manchino di fantasia: finalmente dopo anni di assegni post-datati, protestati, ricevute bancarie insolute e bonifici mancati una bella cambiale è quella novità che aspettavamo e che ci riempie l’animo di gioia.